La ricerca del perfetto equilibrio tra estetica , funzionalità , struttura,
tecnica costruttiva ed impiantistica ci ha sempre appassionato.
Già nella Grecia del I sec. a.C., l’Architetto Vitruvio nel suo trattato
definiva l’Architettura come l’unica scienza che vanta il sublime connubio tra
Venustas, Utilitas e Firmitas. La triade vitruviana guida il nostro operato
regalandoci nuovi stimoli, l’aggiornamento pressoché continuo e costante e
l’utilizzo di software sempre più innovativi -alcuni dei quali unici perché da
noi programmati- fanno si che il nostro prodotto esprima in tutte le sue fasi il
massimo della tecnologia, della funzionalità senza mai trascurare la
gradevolezza e l’estetica; il risultato è la qualità sotto ogni aspetto.
Studi effettuati da Università straniere, dimostrano, scientificamente, come
l’imbruttimento della città moderna si ripercuota sulla psiche e sulle azioni
dei loro abitanti. Vivere in una città brutta, poco vivibile in quanto non
funzionale, contribuisce ad accrescere la percentuale di atti criminosi, di
malcontento, di disagio.
E' da secoli che gli architetti rivestono l'ambizioso compito sociale della
qualificazione colta degli spazi, in molti casi però la malattia del “genius
loci” inoculata dalla stessa mano dell' “homo” poco “sapiens” rende il compito
particolarmente complesso; riconsegnare nuovamente dignità ad ambienti sfigurati
è uno degli scopi primari dell'opera professionale degli architetti.
Purtroppo giornalmente siamo costretti a subire la sgradevole vista di
costruzioni tutte uguali, anonime, volgari contenitori, mediocri edilizie e
quasi mai possiamo gratificarci di Architetture.
L’ involucro di un edifico è in
grado di qualificare o dequalificare l’ambiente in cui sorge e l’impatto visivo
che esso genera non appartiene solo al proprietario o al progettista, appartiene
alle milioni di persone che nei secoli avvenire dovranno per forza di cose
accettarlo.
Che sia per le Twin Tower o per la villetta di periferia la scelta del
progettista diviene atto di responsabilità sociale “erga omnes” e nei confronti
della civiltà, e può determinare per se stessi e per gli altri soddisfazione ed
orgoglio . . . o il disagio di una intera vita.
Il primo approccio con il cliente è teso innanzi tutto a carpire tutte le informazioni possibili per capirne le esigenze, le aspettative, il budget economico.
La seconda fase è quella di renderlo edotto degli aspetti normativi e tecnici, delle migliori possibilità offerte sul mercato affinché l’immobile da costruire, ristrutturare o restaurare abbia tutte le caratteristiche per essere considerato un opera di sapiente architettura.
“edilizia è sinonimo di
mediocrità
Architettura è sinonimo di cultura e perfezione,
. . . la sfida è vinta in partenza !”